Come riconoscere la cannabis di qualità. Consigli pratici per capire quanto è buona l’erba.

Come riconoscere la cannabis di qualità. Consigli pratici per capire quanto è buona l’erba.

Saper valutare la qualità della cannabis che avete coltivato o comprato è un’abilità preziosa. Ci sono diversi elementi da tenere in considerazione quando si vuole valutare la qualità della cannabis: come viene selezionata la genetica, come viene coltivata, come viene conciata e tutti gli effetti secondari.

Cosa si intende per “qualità della cannabis”?

Quando si parla di “qualità della cannabis”, ognuno ha una sua idea personale. Come scoperto da Bancroft e Reid (2016), non c’è un modo chiaro per definire la qualità delle droghe. Nello studio, per alcuni “qualità” significava che la droga non era contaminata da altre sostanze chimiche. Per altri, la cosa più importante era la potenza e, per altri ancora, l’affidabilità e la prevedibilità dell’effetto erano gli elementi principali per stabilire la qualità della sostanza. La purezza della cannabis è un elemento fondamentale. Nessuno vuole consumare cannabis con alti livelli di metalli pesanti, residui di pesticidi o sostanze contaminante aggiunte deliberatamente per aumentare l’odore o l’aspetto. I pesticidi e i fungicidi residui nella cannabis sono uno dei problemi maggiori per i consumatori. Questo studio ha indicato che nelle analisi di laboratorio è facile trovare pesticidi residui nella cannabis, il che è preoccupante poiché la tossicità di queste sostanze viene amplificata dalla combustione.

 

Altri consumatori ritengono che la prevedibilità dell’effetto siano l’elemento più importante per stabilire la qualità dell’erba che stanno consumando. I coltivatori passano ore e ore alla ricerca della genetica che vogliono coltivare prima di acquistare i semi migliori online e spesso, dopo aver trovato la loro preferita, utilizzano i semi per vari cicli di coltivazione. Per altri, i dubbi sulla purezza sono preoccupazioni secondarie: per loro, la potenza è “il re”. Queste persone tendono a scegliere i semi di cannabis femminizzati per varietà coi più alti livelli di THC. Per i coltivatori professionisti, le varietà di qualità sono quelle che possono essere coltivate facilmente e in breve tempo, con raccolti XL di infiorescenze “abbastanza buone”. Poiché la percezione della “qualità” da parte dell’utente può variare così tanto, è importante esaminare attentamente tutti i fattori, a cominciare dai semi di cannabis.

 

 Coltivare semi di cannabis di qualità


Coltivare semi di cannabis di qualità

Che tu voglia coltivare semi di cannabis autofiorenti o femminizzati, dovrai fare le tue ricerche con attenzione e trovare la genetica più affidabile, che si adatti al meglio alle tue esigenze. Conosci i tuoi gusti. Preferisci l’indica o la sativa? Rispondi meglio ad una varietà ricca di THC o con un po’ di CBD in più? Se non ne sei sicuro, prova a coltivare semi diversi e valuta cosa è meglio per te. Prova a fare qualche ricerca online e cerca delle seed companies affidabili che abbiano una lunga storia di innovazione e successo.

Un’altra cosa che i coltivatori devono saper fare è combinare il potenziale genetico dei loro semi di cannabis con le migliori condizioni ambientali. Le innovazioni delle grow room, come le luci da coltivazione a LED, possono aumentare in modo significativo i livelli finali di terpeni e cannabinoidi. Dai un’occhiata a LED By Passion, l’azienda gemella di Dutch Passion, che vende in tutta Europa alcune delle migliori marche di luci da coltivazione a LED. Altri accorgimenti che possono aumentare i livelli di terpeni e cannabinoidi sono: gestione corretta del regime nutrizionale, temperature ottimizzate, umidità, ecc. Un elemento decisamente importante per stabilire la qualità della cannabis è l’esperienza el coltivatore, insieme al grado di ottimizzazione della grow room utilizzata. Per questi motivi, anche nei paesi in cui è legale comprare cannabis, molti intenditori preferirebbero coltivarsela da sé piuttosto che comprarla.

 
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La qualità dell’effetto della cannabis

 

Nel giudicare la qualità della propria cannabis, alcuni coltivatori si basano esclusivamente sul piacere che si prova quando la si fuma/vaporizza. In questi casi si presuppone che la cannabis sia stata coltivata in modo sicuro, senza contaminanti, pesticidi, muffe, ecc. Per alcuni, il piacere è tutto ciò che conta. Dopotutto, la maggior parte della cannabis (ma non tutta) viene coltivata in modo sicuro; il problema è che non si può garantire in alcun modo che sia stata prodotta secondo gli standard più elevati. Questo studio sulle tendenze nella coltivazione di cannabis in Scandinavia dimostra che le preoccupazioni riguardo alla qualità e alla presenza di sostanze contaminanti è stato uno dei principali fattori che hanno incoraggiato le persone a coltivare la propria cannabis da sé.

 

In paesi dove la vendita è legale, come gli Stati Uniti, molte infiorescenze e prodotti alimentari famosi contaminati sono stati ritirati dal mercato. Questi prodotti, probabilmente, avevano effetti buoni e divertenti, ma non erano così sicuri come la gente presumeva. Lo ripetiamo: questo è il motivo preciso per cui molte persone preferiscono coltivare la propria cannabis, magari in modo biologico, piuttosto che fidarsi e lasciarlo fare a qualcun altro. 

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Il controllo dell’ambiente di coltivazione e i suoi effetti sulla qualità della cannabis

La maggior parte dei coltivatori di cannabis cerca di mantenere il proprio ambiente di coltivazione in sicurezza, così da produrre cannabis pulita e di qualità. Tuttavia, alcuni coltivatori meno esperti o con meno principi etici giocano sporco per fare più soldi. Alcuni fanno il raccolto in anticipo a causa delle pressioni commerciali per iniziare subito il prossimo ciclo, ottenendo così delle infiorescenze meno potenti. Altri spruzzano prodotti simili alla silice per dare quella “scintilla” in più al raccolto e renderlo più resinoso. In alcuni casi, qualcuno ha utilizzato pericolosi cannabinoidi sintetici per migliorare la potenza del raccolto. Altri problemi causati da coltivatori disonesti sono: infiorescenze contaminate da batteri e muffe, livelli di cannabinoidi misurati in modo inaccurato e contaminazione da pesticidi o, addirittura, metalli pesanti.

Si può capire la qualità in base al prezzo?

Se visiti un coffeeshop in Olanda, un dispensario in Nord America o un cannabis social club in Spagna, vedrai che i prodotti hanno vari prezzi. DI solito, chi vende cannabis ha già un’idea di come riconoscere le infiorescenze di miglior qualità e potrebbe aver già fatto fare delle analisi di laboratorio professionali, supportate da test del fumo. Spesso, ma non sempre, le infiorescenze più costose sono le migliori. Questo, comunque, non significa che ogni varietà costosa che comprate vi piacerà, né che valga il suo sovrapprezzo. Potresti scoprire che una confezione di prezzo medio (o, addirittura, economico) può offrire comunque un’esperienza estremamente piacevole, oltre ad essere più conveniente.

 

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Stabilire le qualità visive e aromatiche della cannabis

Alcuni amanti della cannabis sostengono di poter capire quale varietà è più potente basandosi sull’analisi dell’aspetto e dell’aroma. Questo studio analizza a fondo i collegamenti fra l’aroma e la qualità percepita della cannabis. A dire il vero, questo collegamento non è così facile da provare e quantificare e richiede una certa dose di calcolo delle probabilità. Dal punto di vista visivo, di solito questa gente cerca infiorescenze con un rivestimento ricco di resina che, se combinato con un aroma intenso, può suggerire che il prodotto sia stato ben coltivato e conciato. Tuttavia, questo modo di determinare la potenza della cannabis è inaffidabile, poiché molte varietà ricche di CBD e con poco (o nessun) THC possono passare un’ispezione visiva/aromatica senza problemi.

Nei paesi in cui la cannabis si vende legalmente, come gli Stati Uniti e il Canada, un modo molto apprezzato di assicurare ai clienti varietà con una composizione genuina e con un contenuto di cannabinoidi ben misurato sono le analisi di laboratorio ufficiale. Sfortunatamente, persino questi laboratori, a volte, non riescono a fornire informazioni accurate. Perfino in queste nazioni, alcuni non riescono a fidarsi di chi vende loro la cannabis e preferiscono coltivare la loro. Negli Stati Uniti, per descrivere la cannabis di origini sconosciute e dalla purezza indefinite si usa il termine “dirty cannabis

 

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Come il raccolto può influire sulla qualità del prodotto finale

Alcuni coltivatori seguono linee guida specifiche sulla raccolta per ottenere la miglior qualità di cannabis. Spesso, dopo anni di esperienza, si tende a sviluppare delle preferenze in merito a quando cominciare il raccolto. Di solito, ciò si basa sul rapporto relativo di tricomi ambrati, chiari e “nuvolosi”. Se ti piacciono le varietà che ti fanno rimanere steso sul divano, potresti voler fare il raccolto quando i tricomi passano dallo stadio nuvoloso a quello ambrato. Queste varietà sono difficili da acquistare dai coltivatori professionisti, che spesso sono sotto pressione e hanno delle scadenze per la raccolta anticipata (con tricomi chiari), dovendo iniziare subito il prossimo ciclo di coltivazione. Questo è un altro dei motivi per cui molti amanti della cannabis preferiscono coltivarla in casa loro, piantando semi di cannabis femminizzati o autofiorenti: puoi scegliere il momento del raccolto in base alle tue esigenze, piuttosto che in base al piano aziendale di qualcun altro.

Un altro aspetto della coltivazione che può influenzare il piacere dato dal prodotto finale è il “lavaggio”. Molti sono convinti che, dando alle piante solo acqua distillata per gli ultimi 10 giorni, si possano sciacquare via i minerali in eccesso e le sostanze nutritive provenienti dal substrato di coltura e dai tessuti delle piante. Alcuni sostengono che, se ciò viene fatto correttamente, il fumo/svapata sia più dolce e meno irritante per la gola, il che fa acquistare alla cannabis punti in qualità e godibilità. Nei paesi dove la cannabis è legale, una delle domande più frequenti è se la pianta sia stata sciacquata bene. Anche in questo caso, molti consumatori accorti preferiscono coltivare la cannabis in proprio piuttosto che comprarla da fonti esterne (legali o illegali) in modo da poter controllare ogni fase della coltivazione.


La conciatura e gli effetti sulla qualità del prodotto finale

 


La conciatura e gli effetti sulla qualità del prodotto finale

Non ha alcun senso cercare i migliori semi di cannabis, la grow room migliore e il momento più conveniente per la raccolta, se poi le infiorescenze non vengono essiccate e conciate correttamente. Non ci sono regole fisse: molto dipende dalla temperatura e dall’umidità locale, quindi ognuno deve trovare da sé le misure giuste. Di solito si tagliano le piante, si rimuovono (e si trinciano) le foglie e si lascia essiccare tutto nella tenda da coltivazione – la maggior parte delle persone ce le lascia per qualche giorno. In seguito, le infiorescenze vengono rimosse e fatte asciugare lentamente in dei sacchetti di carta per qualche altro giorno. I sacchetti possono rallentare il ritmo di essiccazione, consentendo un maggior controllo sulla situazione. Una volta che sono asciutte, le infiorescenze vengono inscatolate in dei contenitori e vengono lasciati lì anche per diverse settimane, così da far sviluppare completamente il gusto e l’aroma. Per gli intenditori, il buon equilibrio è quello fra l’essiccazione eccessiva e quella insufficiente. Si possono aprire giornalmente i contenitori per rilasciare l’umidità che si è accumulata. Se le infiorescenze non sono abbastanza asciutte, troverete muffa e marciume. Se invece sono troppo secchi, si perdono gran parte del sapore, molti terpeni e parte dell’effetto.

La cannabis comprata per strada o da un dispensario autorizzato non sarà mai in grado di fornire tante certezze sulla coltivazione, il raccolto e la conciatura quanto quella fatta in casa. Per questo, molti scelgono di coltivare la propria cannabis in casa o all’aperto, utilizzando semi autofiorenti o femminizzati.

Come riconoscere la cannabis di qualità. Consigli pratici per capire quanto è buona l’erba.
Agosto 9th 2019
Categorie : Guide allo Shopping

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comments

Rene de Jong

18/09/2019 22:42:30

ja helemaal eens met het zelf kweken ! als ze het kweken van buiten wiet helemaal legaal en vrij zouden maken , dan zou dat het CO2 probleem zeker helpen . want als je nagaat dat er per dag meer dan 50 kilo word weg gerookt in Nederland ( 500 shops keer 100 gram minstens) dan neemt dat meer dan een voetbalveld per dag aan licht (meeste wiet in de shop komt onder een lamp vandaan) , wat er zomers gewoon is buiten