Selezionare le piantine di cannabis: perché non è una buona idea
Alcuni coltivatori, quelli che hanno un numero di piantine maggiore rispetto allo spazio a disposizione, tentano di selezionare le piantine di cannabis migliori per la coltivazione successiva. Si tratta di una sfida complessa: cercare di indovinare le future differenze in termini di resa finale, potenza e contenuto die terpeni semplicemente da un rapido confronto visivo delle piantine. Molti coltivatori presumono che la piantina che cresce più velocemente o quella più grande diventerà la pianta adulta con la resa più elevata o l’esemplare più potente. Il problema, come ben sanno i coltivatori più esperti, è che una piantina rivela ben poco sulla pianta adulta che finirà per diventare.
Perché i coltivatori provano a selezionare le piantine
Molti coltivatori fanno germogliare qualche seme di cannabis in più all’inizio di una coltivazione per assicurarsi di avere piante sufficienti a riempire la propria area di coltivazione. Poi, comprensibilmente, trovano difficile scartare le piantine in eccesso.
I coltivatori spesso confrontano le loro piantine, privilegiando quelle con:
- Crescita più rapida
- Steli più spessi
- Cotiledoni grandi (la prima serie di foglie non seghettate)
- Le prime foglie “vere” (seghettate) più grandi
- Colore verde scuro
- Simmetria
Queste osservazioni sembrano, a prima vista, sensate. Una piantina vigorosa potrebbe sembrare una futura campionessa, purtroppo, però, i fattori sopra citati sono indicatori poco affidabili del risultato finale.
Perché le piantine non consentono di prevedere le prestazioni della pianta adulta
La maggior parte delle caratteristiche che contano davvero, come la quantità e il tipo di cannabinoidi, compaiono solo in una fase successiva del ciclo di vita della pianta.
Tra i tratti importanti presenti solo nelle piante adulte figurano:
- Struttura di crescita e architettura complessiva
- Distanza tra gli internodi
- Modello di ramificazione (ramificazione fitta vs. rada)
- Produzione e densità delle cime
- Produzione di resina
- Profilo terpenico e contenuto totale massimo die terpeni
- Contenuto totale dei cannabinoidi e livello del THC
- Resistenza allo stress
- Resistenza alle muffe
- Resa finale
Nessuna di queste caratteristiche può essere valutata in modo affidabile durante la fase di piantina. Le dimensioni iniziali o la velocità di crescita spesso riflettono nient’altro che piccole differenze nel tempo di germinazione, nel tasso di crescita iniziale della piantina o in lievi micro-differenze ambientali nel vassoio di semina. Raramente sono correlate ad una genetica superiore una volta che la pianta raggiunge la maturità.
Piccole differenze tra le piantine sono perfettamente normali
Lievi differenze nel tempo di germinazione dei semi di cannabis, dimensioni variabili della prima foglia, una crescita temporaneamente più lenta o diverse sfumature di verde sono del tutto normali. Le piantine sane tendono a non svilupparsi esattamente allo stesso ritmo.
Quando bisognerebbe iniziare a valutare le piante di cannabis?
Una valutazione professionale approfondita si svolge lungo l’intero ciclo vitale della cannabis:
Questo processo richiede mesi, non giorni. Uno dei vantaggi che hanno i coltivatori professionisti rispetto ai coltivatori domestici è lo spazio aggiuntivo per catalogare e clonare ogni singola pianta.
Come fanno i breeders professionisti a selezionare le piante eccezionali
I breeders professionisti e i genetisti valutano le piante durante l’intero ciclo di vita, spesso attraverso diverse generazioni in ambienti di coltivazione diversi, prima di procedere alla selezione. Inoltre, il breeder professionista tende ad etichettare ogni piantina e a prelevare almeno una talea prima della fioritura. Ciò consente di conservare i fenotipi d’élite per il lavoro di breeding successivo. Si ricorre sempre alle analisi di laboratorio (su cannabinoidi e terpeni) per identificare le linee genetiche più potenti e gustose, oltre che per individuare rapidamente quelle di scarsa qualità da scartare immediatamente.
I breeders professionisti ricercano stabilità, uniformità, resa, qualità dei fiori, produzione di resina, profilo terpenico, contenuto di THC, profilo dei cannabinoidi, resistenza alle malattie, tolleranza allo stress e costanza. Solo dopo ripetuti test decidono quali sono le genetiche a meritarsi di essere conservate e ulteriormente perfezionate.
La selezione visiva precoce delle piantine non ha praticamente alcun ruolo nel lavoro di selezione serio (se non per rimuovere gli esemplari palesemente deboli o deformi).
Analisi spettrale professionale dei semi e delle piantine di cannabis
Uno strumento innovativo a disposizione dei professionisti del settore dei semi di cannabis è l’uso dell’analisi spettrale avanzata, nota anche come imaging hyperspectral dei semi.
Questa nuova e promettente tecnologia utilizza l’imaging per catturare la “firma” molecolare/chimica all’interno del seme. In combinazione con l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale, consente l’analisi delle proprietà fisiche e chimiche dei semi mettendo in correlazione tali firme con i tratti osservati dopo la coltivazione.
I primi risultati sono incoraggianti e consentono di formulare previsioni sempre più accurate sul futuro di un seme o di una piantina. Questa tecnologia di “fenotipizzazione dei semi” è già stata utilizzata per separare i semi maschili da quelli femminili in un lotto di semi regolari! Il potenziale è entusiasmante e la scansione può essere impiegata anche nella fase della piantina.
Sebbene la tecnologia sia relativamente nuova, è già stata impiegata per l’anguria, la barbabietola da zucchero, il pomodoro e alcune altre colture agricole. Se l’impronta spettrale si dimostra pienamente all’altezza con analisi predittive altamente accurate, costituirà un ulteriore strumento a disposizione dei professionisti dei semi di cannabis, come Dutch Passion, per la creazione di varietà di semi autofiorenti e femminizzati superiore.
Quando è opportuno scartare una piantina?
A parte la semplice mancanza di spazio in serra, i motivi validi per rimuovere una piantina sono limitati e chiari:
- Gravi deformità
- Mancata attecchitura dopo un periodo ragionevole
- Malattie
- Gravi danni fisici
- Piantine chiaramente non vitali
Non scartate mai una piantina dopo qualche settimana semplicemente solo perché risulta leggermente più piccola o cresce più lentamente rispetto alle piante vicine.
La pazienza è una delle competenze più preziose nella coltivazione
Le piante di cannabis più grandi spesso rivelano i propri punti di forza e la propria superiorità genetica gradualmente. Fornendo ad ogni piantina sana una possibilità equa aumenta significativamente la probabilità di scoprire genetiche eccezionali.
Le piante che vi sembrano nella media dopo due settimane possono comunque trasformarsi in un esemplare eccezionale al momento del raccolto, affrettare la selezione basandovi sull’aspetto iniziale è uno dei modi più semplici per scartare una potenziale vincitrice.
Se avete acquistato un seme di cannabis di qualità da una fonte affidabile, allora siate pazienti e abbiate fiducia nella genetica.
Domande frequenti (FQ) - Le piantine di cannabis migliori
Se le piantine sono troppe per la mia tenda da coltivazione, qual è l’approccio migliore?
Se proprio non accettate i costi e lo spreco legati allo scarto delle piantine di cannabis, c’è un’altra opzione. I fornitori di semi di alta qualità dovrebbero garantirvi una vitalità del seme superiore al 90%. Provate a far germogliare il numero esatto di semi di cannabis necessari. Se uno dei semi non germina, dovrebbero bastarvi un paio di giorni perché ne spunti uno nuovo.
Si può capire se una piantina di cannabis avrà una resa elevata?
No. Il potenziale di resa diventa chiaro solo più avanti, durante la fase vegetativa ma soprattutto durante la fioritura. Le dimensioni o la velocità di coltivazione della piantina non sono indicatori affidabili.
La piantina che cresce più velocemente è sempre la migliore?
Non necessariamente. La velocità iniziale spesso riflette piccole differenze ambientali o di germinazione piuttosto che una genetica superiore. Molte piante dalle prestazioni migliori non sono quelle che partono più velocemente.
Quali sono i segnali di una piantina di cannabis sana?
Una piantina sana sta in piedi, sviluppa un forte apparato radicale bianco, produce cotiledoni verdi seguiti da foglie vere e non mostra segni di marciume radicale (malattia fatale), grave scolorimento o deformità. È normale che ci siano delle lievi variazioni di dimensioni tra le piantine.
Le piantine di cannabis che crescono più lentamente devono essere scartate?
In genere no. Noi consigliamo di scartare esclusivamente le piantine che non riescono ad attecchire, presentano malattie gravi, deformità gravi o sono chiaramente non vitali. Una crescita iniziale più lenta non è rara ed è spesso temporanea.
Quali caratteristiche è possibile valutare durante la fase di piantina?
Pochissime caratteristiche significative in termini di resa. È possibile verificare principalmente lo stato di salute di base, il corretto attecchimento e l’assenza di problemi gravi. La struttura, il potenziale di resa, la resina, i terpeni e la maggior parte delle altre caratteristiche importanti si manifestano in un secondo momento. Resistendo alla tentazione di selezionare troppo presto e lasciando alle piantine sane il tempo di dimostrare il loro potenziale, vi assicurerete la miglior possibilità di crescere una pianta davvero eccezionale.