Estrazione di cannabinoidi con CO2: come produrre olio di cannabis con il diossido di carbonio.

Estrazione di cannabinoidi con CO2: come produrre olio di cannabis con il diossido di carbonio.

Ci sono molti modi di fare l’olio di cannabis. Alcuni usano solventi come l’alcol o l’acetone, altri estraggono i cannabinoidi con dei gas liquidi compressi, come il butano. Un metodo particolarmente popolare fra i professionisti è l’estrazione con CO2 supercritica.  Il Diossido di Carbonio (CO2), più comunemente noto come “anidride carbonica”, si trova nell’aria che respiriamo, viene prodotto dai nostri corpi, è una parte del mondo naturale.

 

Ringraziamo i nostri amici di Vitalis Extraction Technology per i video e le immagini usate nel post di questa settimana. Vitalis è un marchio molto conosciuto nell’industria della cannabis: è leader dei sistemi di estrazione con CO2 supercritica e rifornisce alcuni dei più grandi produttori di concentrati di cannabis del Nord America.

 

Estrazione di Cannabis con CO2 supercritica VS estrazione con BHO (butano)

 

Il diossido di carbonio è presente nell’atmosfera a circa 400 ppm (parti per milione), il che lo rende facile da “raccogliere”. Inoltre, è un gas non infiammabile, al contrario di altre sostanze usate per produrre concentrati di cannabis. È facile da conservare e trasportare in dei contenitori ed è largamente usato dalle industrie di ristorazione e distillazione.

 

La proprietà magica dell’anidride carbonica è che, quando si trova a temperature basse e sotto una pressione alta, si composta in modo simile ad un solvente e stacca terpeni e cannabinoidi dalle foglie e dalle infiorescenze. Una volta che la pianta è stata spogliata da resina, cannabinoidi e terpeni il diossido di carbonio evapora nell’atmosfera, lasciandosi alle spalle un residuo appiccicoso di puro olio di cannabis. L’estrazione a CO2 supercritica è un metodo naturale, pulito e sicuro; non c’è bisogno di preoccuparsi di rimuovere residui, come col butano o con l’alcol.

 

The cannabis extraction is Swelling

 

Perché i produttori professionisti preferiscono usare CO2 supercritica rispetto ai coltivatori amatoriali?

 


L’estrazione con Co2 supercritica è uno dei metodi più popolari fra le compagnie di estrazione di cannabinoidi su larga scala. I sistemi di estrazione con anidride carbonica sono semplici da usare e non c’è rischio di causare incendi o esplosioni. Basta avere un po’ di contenitori di CO2 e un mucchio di infiorescenze. La CO2 supercritica è ottima per le produzioni su larga scala dove bisogna realizzare molti litri d’olio in un solo colpo. Per i produttori professionisti di concentrati di cannabis, non c’è niente di più veloce, semplice e facile da usare.

 

 

Professional installation for extractions

 


Come funziona l’estrazione di cannabinoidi con CO2 supercritica?

 

 

 

La CO2 viene pompata dal contenitore originale in un altro contenitore sotto pressione. In questo stato, si comporta più come un liquido che come un gas. Il diossido di carbonio viene spinto attraverso un tubo di estrazione che contiene la cannabis. In gergo, questo processo si chiama “trim”. Nelle produzioni di olio di cannabis su scala industriale, i tubi possono raggiungere una lunghezza di 2 o 3 metri e contenere fino a 100 litri. L’anidride carbonica si comporta come un solvente liquido e rimuove e dissolve i terpeni (gli agenti chimici che danno alla cannabis il suo sapore e il suo aroma) e la resina nei tricomi. Dopo l’estrazione, l’anidride carbonica contiene gli olii, i cannabinoidi e i terpeni che si trovavano precedentemente nelle infiorescenze e sulle foglie. Si prosegue mettendo l’anidride carbonica in un recipiente condensatore dove la pressione e la temperatura vengono riportate alla normalità. Questo processo fa rilasciare l’olio di cannabis (o, come lo si chiama ogni tanto, “hash oil”). Normalmente, l’anidride carbonica viene immagazzinata nuovamente per essere riutilizzata, poiché solo una piccola quantità viene persa quando si produce l’olio. 

Cannabis oil

 

 

La produzione di olio di cannabis su scala industriale.

 

 

 

L’olio di cannabis appena fatto è pieno di bollicine di anidride carbonica che scoppiano lentamente. Durante questo processo l’olio, inizialmente una schiuma arancione, si trasforma in un liquido oleoso e scuro. In questo stadio, i cannabinoidi non sono ancora de-carbossilati; quello succederà in seguito. È possibile farlo scaldando l’olio per un po’. Dopo la de-carbossilazione l’olio può essere analizzato e usato in vari prodotti, tra cui cibarie, cartucce per vaporizzatori, prodotti per il dabbing. Durante la de-carbossilazione, mentre il THCA si trasforma in THC, la sostanza psicoattiva che tutti conosciamo e amiamo, si formano alcune bollicine di CO2 nell’olio. Questo processo avviene più o meno intorno ai 104°C e dura dai 30 ai 45 minuti.

 



 

Estratti di cannabis realizzati con CO2 supercritica.

 

 

 

Regolando lentamente la temperatura e la pressione, un professionista è in grado di “frazionare” (controllare) in che modo gli olii, i terpeni e i cannabinoidi possono condensarsi una volta rilasciati dall’anidride carbonica. Questo permette all’estratto di condensarsi in molti modi, producendo diversi tipi di estratti. Modificando la temperatura/pressione e la quantità di CO2 da utilizzare produce vari concentrati, dall’olio al wax o al crumble, fino allo shatter, ecc. Nelle mani di un professionista, un sistema di estrazione a CO2 può rivelarsi davvero versatile, veloce, affidabile e produttivo.
Nel Nord America, il mercato dei concentrati è cresciuto più in fretta di quanto in molti si aspettassero. Nelle zone dove il consumo è legale, vengono vendute cartucce per vaporizzatori con diverse quantità di THC e CBD, facili da collegare direttamente al proprio vaporizzatore. Anche il mercato di cibi, cosmetici e creme a base di cannabis sta crescendo rapidamente. Tutte queste attività si basano sui concentrati di cannabis.

 

Per raggiungere la pressione e la temperatura usate nei sistemi di estrazione a CO2 ci vuole un equipaggiamento robusto, realizzato con acciaio di alta qualità. Questi sistemi sono in larga parte troppo grandi per il coltivatore da casa. Questa tecnologia non si presta a chi vuole solo produrre quei pochi grammi d’olio di cannabis ogni tanto. I sistemi di estrazione a CO2 sono pensati per il produttore che lavora su scala industriale, e fanno il loro lavoro dannatamente bene.

 

 

Estrazione di cannabinoidi con CO2: come produrre olio di cannabis con il diossido di carbonio.
Marzo 20th 2019
Categorie : Prodotti Cannabici

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Adrian Bustamante

25/09/2020 22:41:04

Muy interesante y didáctico el articulo Quisiera saber a que presión se trabaja el CO2 en este proceso

gabriel nuñez almario

12/06/2019 19:51:16

buenas tardes quisiera saber como funciona esta tecnologia de extraccion de aceite de cannabis agradezco su orientacion gabriel